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Versione completa: nn ripudiamo le nostre grida , nn siamo mostri, nn siamo demoni
Ilsolenellavita > Spazio all' anima > Segreta-Mente
Cymorill
"Siano queste parole d'addio" alzandomi gridai
"uccello o creatura del male, ritorna alla tempesta,
Alle plutonie rive e non lasciare una sola piuma in segno
Della tua menzogna. Intatta lascia la mia solitudine,
Togli il becco dal mio cuore e la tua figura dalla porta"
Disse il Corvo: "Mai più
E quel Corvo senza un volo siede ancora, siede ancora
Sul pallido busto di Pallade sulla mia porta.
E sembrano i suoi occhi quelli di un diavolo sognante
E la luce della lampada getta a terra la sua ombra.
E l'anima mia dall'ombra che galleggia sul pavimento
Non si solleverà "Mai più" mai più.

E.A.poe
Cymorill
Nel fior di giovinezza, ebbi in sorte
d'abitar del vasto mondo un luogo
che non poteva ch'essermi caro e diletto -
tanto m'era dolce d'un ermo lago
la selvaggia bellezza, cinto di nere rocce,
con alti pini torreggianti intorno.

Ma poi che Notte, come su tutto,
aveva lì disteso il suo manto,
e il mistico vento e melodioso
passava sussurrando - oh, allora,
con un sussulto io mi destavo
al terrore di quel solitario lago.

Pure, non mi dava spavento quel terrore,
ma anzi un tiepido diletto -
un diletto che nè miniere di gemme
nè lusinghe o donativi mai potrebbero
indurmi a definir qual era -
e neanche Amore - fosse anche l'Amor tuo.

Morte abitava in quelle acque attossicate,
e una tomba nel profondo gorgo
era disposta per chi sapesse ricavarne
un sollievo al suo immaginare:
il solingo spirito sapesse fare
un Eden di quell'oscuro lago.
Cymorill
Solo



Fin dall'ore dell'infanzia non fui mai
Simile agli altri, mai vidi le cose
Come gli altri le vedevano, né seppi
La mia passione trarre da una comune fonte,
Dalla stessa sorgente non presi il mio dolore,
Sulle stesse tonalità non ho potuto
Risvegliare alla gioia il mio cuore,
E tutto quel che ho amato, da solo io l'ho amato,
Allora, nell'infanzia, agli albori .
D'un'esistenza in tempesta, dal fondo
D'ogni bene e d'ogni male fu attinto
Il mistero che ancora mi lega,
Dal torrente o dalla fontana,
Dal pendio rosso del monte,
Dal sole che mi girava e rigirava attorno
Nel suo autunno d'oro tinto,
Dal lampo del cielo
Che in volo mi passava e ripassava accanto,
Dal tuono e dalla tempesta,
E dalla nube che (azzurro
Era il resto del cielo) in demone
Si trasformò ai miei occhi.
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