lucelilla
Apr 22 2008, 01:09 AM
Un mese fa cono passata di qua e, attirata dal nome di questo "posto", mi sono fermata a curiosare un po'...
IL SOLE...è tanto che cerco di farlo entrare nella mia vita...e 6 anni fa c'è entrato! UN ESPLOSIONE! 100, 1000 soli in un colpo! MIO FIGLIO!
Lui stesso è un "SOLE", nonostante una madre spesso buia e confusa, è sempre allegro, socievole...quello che avrei voluto essere io.
Poi mi sono spaventata...troppo sole, troppo grande, troppa felicità, troppo AMORE!
Non ero abituata al sole e lo spavento è diventato panico, terrore, paura che qualcosa ME LO togliesse, o MI togliesse da LUI...
IO SONO SOLO UNA CHE E' IMPAZZITA DI FELICITA'.
Sono stata accecata dalla luce del sole e invece di godermela, ho preferito tornare dove mi sentivo al sicuro...nell'ombra.
Perchè star male per me è la norma e non riesco a vivere la GIOIA.
simonetta
Apr 22 2008, 07:47 AM
ciao Luceilla
quando siamo abituati alle ombre ..allo star male ..questo diventa quello che ci teniamo stetto ..diventa un'alleato conosciuto che fa si soffrire ..ma che diventa anche qualcosa di sicuro ..sul quale adagiarsi ..proprio perche' lo conosci ..e in un certo senso non ti da scossoni..lo conosci bene
Le botte di felicita' spaventano ..si temono ..proprio perche' quando siamo abituate al nero..quel nero che magari dura da tanto tempo..ci sembra quasi che debba succedere qualcosa da un momento all'altro.
Non e' facile spezzare questa catena che ci lega a cio' che ben conosciamo..ma non e' difficile luce ..in fondo se ci pensi bene ..goderti la felicita' cosa puo' costare? mal che vada si torna a cio che e' conosciuto in fondo giusto? pero' intando possiamo assaporare anche le cose dolci che pensa te ..possono pure farci star bene forse non per sempre ..intanto per oggi e poi chissa' ..
lasciati andare luceilla ..si vivono cosi' tante cose belle mentre si fa ..
Cymorill
Apr 22 2008, 09:32 AM
io sn stata felice.. ma ero tanto giovane, ma nn me la sn fatta scapare quella felicità. la credevo normale. naturale , guadagnata. durò molto eppure una vocina mi diceva guarda che la vita nn è così facile. e allora sn andata a cercarmi le complicazioni.

per curiosità, avventura ambizione, mah. nn sn pentita. lo rifarei però ho scoperto che si paga sempre un rezzo per ogni scelta.
adesso devo imparare la serenità. quella credo d nn sapere proprio cosa sia.
Enkidu
Apr 22 2008, 09:39 AM
La serenità è molto piu difficile da trovare rispetto alla felicità, perchè la felicità è legata all "ora" , è fatta di un singolo evento, mentre la serenità è uno stato interiore, frutto di molte rotelle che funzionano bene e di un sistema aperto io-mondo ...eh già la serenità è proprio dura da trovare....
maria
Apr 22 2008, 04:50 PM
[quote][eh già la serenità è proprio dura da trovare.... /quote]
Semplicemente perche' esistono i rapporti con gli altri, se uno se ne stesse per i fatti suoi e non si facesse involvere costantemente nelle dinamiche psichiche altrui la serenita' e' garantita.
UAHAUHAAUAHUAHUAAHHAUA
maria
Apr 22 2008, 04:55 PM
Lucelilla, lo facciamo tutti questo giochetto di preferire il diavolo che conosciamo alla realta'.
A mio avviso, finche' lo facciamo nei nostri confronti, si potrebbe perfino parlare di una liberta' di scelta fra sentirsi contenti, sereni, felici, pieni di vita e macinare nero; quando pero' questo implica le relazioni con i figli, allora, ed esprimo un parere assolutamente personale, e' forse meglio ricorrere all'aiuto di uno psicoterapeuta.
Cymorill
Apr 22 2008, 08:29 PM
QUOTE (maria @ Apr 22 2008, 05:50 PM)

Semplicemente perche' esistono i rapporti con gli altri, se uno se ne stesse per i fatti suoi e non si facesse involvere costantemente nelle dinamiche psichiche altrui la serenita' e' garantita.
UAHAUHAAUAHUAHUAAHHAUA
grandeee !!

si però io da sola mi annoio.. mumble mumble !
lucelilla
Apr 23 2008, 02:39 AM
GRAZIE A DIO, QUESTO STATO D'ANIMO NON E' PIU' FORTE DELLA GIOIA CHE PROVO QUANDO STO CON MIO FIGLIO!Noi giochiamo, andiamo al parco, andiamo alle feste degli amichetti, facciamo i compiti insieme (mio Dio ke strazio!) e la sera, prima di addormentarci, leggiamo Harry Potter...la sua grande energia m'impone di stare al suo passo perchè non voglio deluderlo, non voglio che arrivi il giorno in cui mi possa dire:" mamma, mi hai fatto sentire solo... " - perchè so cosa significa crescere soli, con pensieri e responsabilità da adulti, e se lo facessi a mio figlio, non sarei diversa dei miei genitori che per tanto tempo ho odiato.
Mio padre l'ho perso il 26 gennaio scorso e le poche lacrime che ho versato, erano per il fatto ke non ci siamo nè amati, nè conosciuti. Di lui ho conosciuto il totale disinteresse per i figli, l'irresponsabilità, che ci ha creato non pochi problemi, la violenza, fisica, verbale e psicologica, specie nei miei confronti.
Per lui sono stata inesistente fino a circa 10 anni...si è accorto di me quando ho cominciato a contestarlo, a ribellarmi...di me ha conosciuto solo questo, una figia arrabbiata, piena di rancori che non ha mai capito, a cui ha tolto la serenità forse per sempre, perchè io sono figlia della tristezza, della precarietà e della paura in cui ci ha fatto vivere per tanti anni...
...poi, l'abbandono per 14 anni...non è che abitava lontano, poco più di 30 Km... qualke volta gli auguri di Natale, Pasqua...i compleanni non erano il suo forte...neanke di mio figlio si è ricordato, l'ha visto la prima volta che aveva quasi un anno...e si è presentato con una bicicletta infiocchettata per un bimbo di tre...
...2 anni fa la malattia, l'ho seguito e accompagnato fino alla fine e non c'è mai stato un ravvedimento, un segno di pentimento...poi ho pensato:" non ci arriverà mai a capire cos'ha combinato nelle nostre teste, un giorno di questi gli dirò - TI PERDONO, MA PERDONAMI ANCHE TU, PERCHE' NON HO MAI PENSATO A COSA PUO' AVER FATTO DI TE UN PADRE COSI' IMPERFETTO..." - Ci dovevo pensare prima perchè non ho fatto in tempo.
Non avevo proprio intenzione di parlare di mio padre, ma mi è venuto così!
maria
Apr 23 2008, 05:37 AM
Lucelilla, tuo padre ha vissuto evidentemente senza accorgersi di nulla, quindi, per quanta tristezza e rabbia ti possa essere rimasta dentro, sai cosa ti dico? DIMENTICALO completamente, nulla di male in questo, a parte il fatto che a cosa ti servirebbe rivangare situazioni che ormai sono chiuse e finite.
La tua fortuna e' proprio il bambino, perche' tu lo osservi, ti sforzi di fare tutto quello che e' in tuo potere per dare a lui un"infanzia come si deve, cioe' sei presente come madre: sta tranquillaa che lui lo avverte benissimo e quindi crescera' bene.
Cymorill
Apr 23 2008, 09:03 AM
maria a volte ei così acuta , ma a volte mi lasci di stucco e stupefatta ! non si può dimenticare un padre.!!!!!!!! e non è una situazione chiusa e finita !!!!!!!!!!
nn c'è bisogno ch eio qui scriva le motivazioni alle due cose che ho scritto. so che le sai anche tu. ma nn comprendo come a volte tu riesca a creare un mondo di pongo
lucelilla
Apr 23 2008, 01:18 PM
QUOTE (Cymorill @ Apr 23 2008, 10:03 AM)

maria a volte ei così acuta , ma a volte mi lasci di stucco e stupefatta ! non si può dimenticare un padre.!!!!!!!! e non è una situazione chiusa e finita !!!!!!!!!!
nn c'è bisogno ch eio qui scriva le motivazioni alle due cose che ho scritto. so che le sai anche tu. ma nn comprendo come a volte tu riesca a creare un mondo di pongo
Infatti...non si può dimenticare un padre, per quanto sia stato inadatto come tale...posso cercare di scacciare i brutti ricordi quando arrivano, ma io l'ho perdonato tanto tempo fa...credo che realmente non si sia mai reso conto di quanto poteva nuocere il suo comportamento; chiamala ignoranza, inconsapevolezza, irresponsabilità, sindrome da Peter Pan...ma affrontare un discorso di questa portata con lui finchè stava bene era impossibile...si sentiva immortale e vittima allo stesso tempo, ed era così bravo a rivoltare la frittata che finivo quasi col crederci che ero stata io a portarlo a fare certe cose, ad avere determinate reazioni...quando si è ammalato non mi andava d'infierire e per lui ho iniziato a provare solo pietà perchè ha lasciato questo mondo abbastanza presto (per carità ce ne son di peggio!) ma quel che è più grave è che non abbia mai sentito l'esigenza di un po' di verità, ha mentito per 60 anni a tutti, padre, madre (che aveva perso 3 mesi prima), sorelle, l'unico fratello, il più piccolo,con la sclerosi a placche dall'età di 19 anni...non gli è mai stato vicino...poi noi, mia madre, prima faceva il carnefice, poi per ridimensionare la cosa, un paio di volte all'anno minacciava il suicidio telefonando ad amici e parenti davanti ai nostri occhi di bambini spaventati, preparava l'acqua nella vasca da bagno, le lamette e le nostre foto sul bordo della vasca...oppure un cappio fatto con la cintura dell'accappatoio attaccata al lampadario...tutto così, platealmente e quando sentiva d'essersi reso abbastanza ridicolo cambiava idea(non che ne avesse mai avuto la reale intenzione), e sfogava l'imbarazzo su di noi...patetico no? NON POSSO DIMENTICARLO E NON VOGLIO PERCHE' DI SICURO ERA UNA PERSONA DISTURBATA PER COMPORTARSI COSì, IO SONO UNA SUA METà,VOLENTE O NOLENTE, A LUI VA IL MIO PERDONO E SPERO CHE SIA IN PACE.
Cymorill
Apr 23 2008, 06:25 PM
essere genitore nn cambia la sostanza di essere uomo. pian piano che si cresce il genitore per noi perde quell alone di divinità ed assume le sue reali sembianze di essere umano, a volte goffo, buffo, maldestro, fragile, borioso, violento, egoista e capriccioso, insicuro e con tanti tanti bisogni.
nn sempre si riesce a far conciliare la propria vita cn l educazione sana e equilibrata dei figli. e questo nn accade per cattiveria se nn in casi particolari che purtroppo esistono e nn voglio affrontare ora e qui, ma accade perchè proprio il padre o al madre nn ce la fanno. è al di la delle loro possibilità.
un bambino che si vede venuto al mondo senza averlo chiesto , pretende dai genitori attenzioni e cure, ed è giusto sia così, ma se questo non avviene , nn sempre si può parlare di colpa dolosa. molto più spesso è il risultato di una serie di inceppature nel meccanismo familiare e personale del genitore, diciamo che diventa una violenza colposa. ecco.. può parere azzardato come accostamento di termini ma rende l idea.
tutto questo per dire che il PERDONO nn è sempre la via giusta. la via potrebbe essere quella dell ACCETTAZIONE E COMPRENSIONE dei limiti del genitore. nessuno di noi ha scelto di venire al mondo e nemmeno i nostri genitori lo hanno scelto. certo sarebbe bene che un adulto ci pensasse tremila volte prima di concepire un figlio chiedendosi se è in grado di allevarlo. ma nella vostra intima esperienza di vita avete sempre avuto piena coscienza delle vostre capacità? . purtroppo no.
in ogni caso i nostri genitori nn sn solo i detentori delle nostre due metà di dna, ma sn anche i primi due esempi di essere umano , di compagno, di esterno, di estraneo e di familiare insieme , di TU SEI L ALTRO E IO SN IO. per questpo è impossibile scardinare da noi le esperienze di vita avute a contatto cn loro. perchè è da loro che noi siamo partiti. ma non è a loro che arriviamo.. anzi.. ogni uomo è una freccia che si dirige sulla traiettoria della propria unica vita. PROPRIA E SOLO PROPRIA ED UNICA , NN CI SN VITE UGUALI ALLA NOSTRA. i genitori sn archi .. sn la nostra origine , ma non sono la nostra casa. possono fare parte della nostra casa se noi li serbiamo nel cuore , ma è nostra scelta. ogni istante ed ogni giorno la nostra coscienza si arricchisce id ua nuova nota attinta sia dal vecchio che dal nuovo.
secondo questa filosofia di pensiero un figlio non è la conclusione del percorso .. diciamo che da quell istante questa freccia musicale che siamo noi inizierà a generare note non solo per noi stessi ma anche pr un altra creatura che ne farà tesoro e nel loro piccolo petto di bambino faranno risonanza .. rimbalzando prima un po passivamente e poi sempre più attivamente nelle pareti dell identità che si sta formando.
Cymorill
Apr 23 2008, 07:14 PM
poi io sn dell opinione che per un uomo il "passaggio " a padre sia un po traumatico. sto bimbo piove un dal cielo. una madre ha nove mesi di gestazione per elaborare la comparsa di una nuova parte di se. ha nove mesi per instaurare un ponte tra l essere generate e il generare. insomma attravero il liquido amniotico entra più dolcemente in una condizione di "essere un mezzo ",ossia quel famoso arco di cui parlavo prima.
un uomo si ritrova sto fagotto in braccio e deve far tutto di corsa.. correre per stare al passo della moglie .. nn capisce più dove è la sua posizione.. e può essere che la perda proprio se ne aveva una o sbandi da una parte all altra.
però , ecco, il padre avendo questa distanza fisica cn il figlio , è la figura che più rappresenta il fuori, l esterno. è una figura peculiare e mooolto importante.
nella psicoanalisi freudiana la madre è veicolo della formazione dell io interno mentre il padre finge da riscontro con il tu esterno.
non a casa in molti disturbi psicologici il soggetto identificatosi cn la madre spesso simbioticamente , ha problemi a staccarsi. spesso avviene proprio in adolescenza una contrapposizione violenta in cui il figlio osteggia la madre come per liberarsene. e questo è importantissimo infatti mentre nell infanzia è a madre a guidare il figlio alla conoscenza di se , della parola io , ed infatti il bimbo si sente al centro del rapporto madre figlio, in pubertà l IO deve nn più solo scoprire di esistere ma deve anche prendere forma.
mentre in altri disturbi è protagonista il padre che viene visto come minaccioso. il ragazzo cerca l approvazione del padre. lo vede come modello. è la prima persona cn cui si deve rapportare per rafforzare la stima che ha di se. è la prima vera figura autoritaria , ancor prima delle maestre , o dei datori di lavoro. il padre è il fuori.. è L ALTRO. s cui si cerca di tendere, e diventa oggetto delle aspirazioni personali. una figura paterna oscura e schiacciante reprime il bimbo in una condizione di estraneità al mondo. il padre è il portone di ingresso per uscire dall utero della madre.
Sere78
Apr 23 2008, 08:28 PM
QUOTE (lucelilla @ Apr 22 2008, 02:09 AM)

Un mese fa cono passata di qua e, attirata dal nome di questo "posto", mi sono fermata a curiosare un po'...
IL SOLE...è tanto che cerco di farlo entrare nella mia vita...e 6 anni fa c'è entrato! UN ESPLOSIONE! 100, 1000 soli in un colpo! MIO FIGLIO!
Lui stesso è un "SOLE", nonostante una madre spesso buia e confusa, è sempre allegro, socievole...quello che avrei voluto essere io.
Poi mi sono spaventata...troppo sole, troppo grande, troppa felicità, troppo AMORE!
Non ero abituata al sole e lo spavento è diventato panico, terrore, paura che qualcosa ME LO togliesse, o MI togliesse da LUI...
IO SONO SOLO UNA CHE E' IMPAZZITA DI FELICITA'.
Sono stata accecata dalla luce del sole e invece di godermela, ho preferito tornare dove mi sentivo al sicuro...nell'ombra.
Perchè star male per me è la norma e non riesco a vivere la GIOIA.
è meraviglioso per me sapere che tuo figlio ti abbia portato così tanta gioia!! e che tu sia così felice e riconosca la gioia anche se hai dei momenti di buio dentro di te! tuo figlio è un dono, quel dono che io ho il terrore di ricevere ..........
grazie della tua testimonianza
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