la depressione come perdita del sentimento della vita
Depressione
     
    Home Page
    Indice sezioni
    Forum
    Cos'e' la depressione
    La depressione come forma di tristezza
    La depressione come rottura del sentimento del proprio valore
    La depressione come rottura del sentimento della vita
    La funzione della depressione
    Depressione grave o melanconia
    Depressione e senso di colpa
     
   

In collaborazione con:

Depressione , Dott. Senzolo

Dott. Graziano Senzolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La depressione come perdita del sentimento della vita

 

In questo caso il sentimento di autosvalutazione raggiunge un apice: la persona può arrivare a sentirsi l'essere più abietto della terra o il peggior criminale; anche il sentimento di tristezza acquisisce una sorta di strana autonomia: diviene perdita del sentimento della vita, in cui il soggetto si sente sempre più distaccato dal corpo e dalle sue azioni. L'autosvalutazione e la perdita del sentimento della vita inglobano sempre più tutte le attività della persona, senza più spiragli. In certi casi, alla fase depressiva, si alterna quella maniacale. Il soggetto riconosce l'esagerazione, l'eccesso e alla fine anche la costrizione dell'euforia maniacale: si sente costretto internamente.

Le condizioni che si presentano anche nelle altre forme depressive, raggiungono una intensità massima. L'insonnia può raggiungere livelli di irrequietezza disperata. La rottura della capacità decisionale può raggiungere livelli tali che la persona può sentirsi immersa in uno stato di assoluta estraneità rispetto a tutto. L'irritabilità, che facilmente diventa rabbia, si accentua molto, e ad essa si può aggiungere il pensiero della cattiveria delle altre persone. Il pensiero del suicidio può essere costantemente presente, oppure lo stato d'animo può essere così depresso da essere già sentito come una forma di morte. Le attività che risultano in genere fonte di soddisfacimento o di gioia risultano difficili, anche a causa di pensieri bizzarri che interferiscono nell'attività.

In questi casi, è necessario, senza dubbio, l'aiuto terapeutico. Il soggetto può non riuscire a risolvere da sé il problema. Ha bisogno da un lato di qualche cosa che metta un freno a questa volontà interna che schiavizza; e nello stesso tempo di ottenere almeno un momentaneo riposo, attraverso la sospensione degli obblighi sociali, di lavoro o famigliari. Il ricorso ai farmaci in questi casi deve essere sempre considerato seriamente, come uno strumento per ritornare davvero a vivere.